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Tombolo (Padova)
Concorso di idee per la riqualificazione dello spazio urbano e per la sistemazione della piazza comunale di Tombolo (PD). 2006
con Carlo Zanchetta, Barbara Baldan, Elisa Simionato, Martina Simonetto, Silvia Pinazza
progetto menzionato

Per rispondere alle richieste del bando si propone di inserire un elemento unico che funga da piazza e che tematizzi i luoghi riqualificando l’invaso attraverso la definizione di semplici elementi che puntualmente risolvano le questioni funzionali, formali e spaziali. In termini funzionali la piastra che unisce l’invaso rappresenta una barriera nei confronti dell’asse di attraversamento Est-Ovest il cui traffico risulta da essa inibito. In direzione Nord-Sud si propone di intervenire confermando la proposta di senso unico verso nord e interponendo un parcheggio a nord-ovest che distribuisca i diversi accessi carrabili. Viceversa l’attraversamento verso sud è permesso unicamente ai residenti ed opportunamente disciplinato da paracarri amovibili dagli stessi e nel caso di particolari funzioni religiose. Per completare l’immagine della piastra si è propeso per l’esproprio dell’area antistante l’asilo che quindi risulta interessata da una servitù di passaggio per l’accesso al passo carraio posto più a nord. Tutta la porzione centrale dell’invaso risulta sopraelevata di 15 cm e per questo attraversabile dai pedoni in totale sicurezza. Sulla piastra si impostano due “piegature” che si configurano prima come panca che separa la zona religiosa-monumentale da quella più civica e poi come muro che separa il parcheggio dall’ultima propaggine della piazza verso via Municipio.

 

Ciascuno di questi luoghi afferisce ad un elemento appartenente all’immaginario collettivo: il monumento ai caduti verso la panca e il tabernacolo della Madonna come cerniera tra i tre ambiti piazza-parcheggio-piazzetta.
Uno Spazio Sociale e Simbolico per una Nuova Piazza Italiana
La piazza: il luogo privilegiato della comunità, lo spazio per la pratica dei commerci, per lo svolgimento delle funzioni, per la celebrazione dei riti collettivi, civici e religiosi.
Se si vuole identificare un luogo nella morfologia del paesaggio storico ed urbano italiano che assume in sè sia la memoria individuale che l’immaginario collettivo, questo luogo è proprio la piazza. La nuova identità della piazza, dello spazio centrale, per Tombolo, si ritiene debba essere delineata come luogo unico, grande invaso dove la comunità cittadina si mette in scena.
In tutte le sue funzioni, sia quella religiosa che quella civica.
D’altronde gli stessi edifici che prospettano sulla piazza si distinguono nella loro funzione specifica: la Chiesa di Sant’Andrea, il Municipio, la Scuola, la Banca. Singoli elementi che configurano tutti l’uniformità dell’insieme.
Il progetto propone una forma intelligente e colta, una forma bella che nasce da un’opera che intende rappresentare un’idea costruita. Qualcosa di più, di un semplice riassetto di piazza.
La nuova piazza salvaguarda perciò l’identità urbana: un vuoto spaziale che diventa carico di significati. Significati che si compongono in segni, in allusioni, in riferimenti, non necessariamente in architettura costruita; ha detto Paul Valery: “Occorre maggiore finezza per fare a meno di una parola che non per introdurla”.
Un vuoto, uno spazio tra le cose che per esistere deve avere soltanto le cose stesse che lo definiscono. La rinnovata piazza di Tombolo, Piazza Francesco Maria Preti, tiene dunque conto delle relazioni degli edifici e delle loro funzioni; tali relazioni ne governano la struttura, la figurazione e la organizzazione complessiva, capaci di creare un’ampia e unitaria percezione collettiva del progetto urbano.
Friedrich Nietzsche ha ricordato di “usare il passato per la vita”, ebbene il passato è da intendere, nell’assetto per la piazza di Tombolo, non come la cronologia storica e temporale del passato, con il pericolo di inciampare in stilismi ridondanti e fuori luogo, ma invece come momento carico di una forte coscienza progettuale che ci si propone di tradurre in termini di luoghi collettivi.
La Piazza-Piastra Centrale
La piastra lapidea centrale assume in se tutti i valori della grande piazza civica: nella tradizione della cultura urbana occidentale la piazza è il luogo dove si verifica l’intersezione tra la storia civile, la consuetudine rituale religiosa, l’immaginazione collettiva, la cultura materiale.
Così sarà la nuova piazza per Tombolo. Una superficie monocromatica, continua. Un tappeto litico, una tribuna centrale tracciata da punti di intersezione importanti, linee di convergenza, che consolidano la centralità nella composizione del campo pavimentale, per fare diventare a tutti gli effetti la rinnovata piazza di Tombolo, una piazza d’Italia.
Una omogeneità generale del campo pavimentale, sia sotto il profilo cromatico che geometrico.
Una piastra lapidea, sopraelevata di 15 cm rispetto al livello originario del selciato, si dispone su tutta la parte centrale del grande spazio vuoto: essa unifica lo spazio, diventa piazza civica e piazza religiosa, confrontandosi con l’imponente facciata della chiesa di Sant’Andrea di Francesco Maria Preti e con la sua torre campanaria. Questo podio va a toccare e accogliere a sè solamente alcuni degli edifici che si affacciano sull’invaso: l’Asilo e l’edificio a lato, la Banca dal lato opposto configurandosi come una sorta di selezione degli elementi notevoli per il loro significato civico e aspetto formale.
La chiesa di Sant’Andrea è il monumento della comunità tombolana: fin dalla sua controversa edificazione. Giordano Riccati nel 1780 ricorda a proposito di questa pieve: “La Chiesa del Signor Preti è originale e formerà l’ornamento di Tombolo”. Si ritiene insufficiente al grande monumento religioso, e al suo imponente pronao ionico, il prospiciente sagrato esistente: intorno al grande tempio si vuole invece configurare uno spazio che riconosca la maestosità dell’architettura. Lo studio armonico della facciata della chiesa realizzato da Preti necessita di essere rilevato da uno spazio antistante più ampio, aperto.
Ampliando visivamente il sagrato prospiciente si rafforza il valore del monumento, principale architettura cittadina e riferimento della comunità locale.
Tutto lo spazio centrale appare come un ininterrotto blocco monolitico di pietra di Prun bianca, pura geometria stereometrica. Quasi però si potesse trasformare anche in un materiale flessibile esso produce con le sue piegature minimali, e senza tempo, arredi urbani come la panca lunga 24 metri, ideale proseguimento della platea della piazza.
Tale iato che rompe l’intatta forma orizzontale, divide in un certo senso l’area civica rappresentativa centrale, dalle funzioni necessarie costituite da un parcheggio a raso e dalla nuova strada d’accesso verso l’area nord. Per un’altra, ed ultima volta, la piastra si piega, definendo la porzione di piazza antistante l’edificio della Banca, e separandola dall’area del parcheggio, a quota leggermente inferiore. Questo caratteristico spazio diventa una piazza nella piazza: due rapporti insediativi individuali che formano un tutt’uno, il cui punto di separazione, e di unione al tempo stesso, è identificabile nell’elemento verticale del tabernacolo alla Madonna, rinnovato nella nuova posizione sopra un podio contemporaneo: esso individua inoltre il crocevia con la strada veicolare che taglia diagonalmente lo spazio per immettersi al recinto del parcheggio.
Il Recinto Arboreo
Sul lato nord la nuova piazza assume precise caratteristiche funzionali per l’utilizzo cittadino: antistante agli esercizi pubblici affacciati sul suo lato ovest, questa porzione di luogo collettivo diventa area di parcheggio e di arrivo per uomini e veicoli.
Lo spazio circoscritto di 900 mq è pavimentato sempre con lastre di pietra di Prun di cm 4 cm di spessore. Se la piazza è considerata come grande tribuna lapidea orizzontale, questo ambito si conforma in qualche modo come l’unico spazio conchiuso della piazza: un cortile pavimentato, regolato da una griglia ordinatrice che ricorda la forte correzione paesaggistica dell’agro centuriato romano; una sorta di struttura geometrica e filosofica. Tale tessitura metrica, su una maglia di mt 8, derivata dal posizionamento del paese nella centuriazione delle aree agricole attigue, regola un recinto di pietra che contiene un’area per il parcheggio a raso di 24 veicoli: durante il giorno il luogo diventa ausilio per la vita della comunità, durante la sera questo cortile lastricato, punteggiato dall’impianto di 9 olmi, può diventare un salotto d’incontro: “il foro, secondo una simile descrizione, non è dunque una sorta di teatro?”, Camillo Sitte in L’arte di costruire le città.
La caratteristica simbolica dell’essenza arborea scelta, l’olmo, presente fin dall’antichità nella suddivisione delle centurie, sta anche a rappresentare la volontà di recuperare una natura antica: le popolazioni celtiche che abitavano queste aree infatti consideravano l’olmo la loro pianta sacra. Tutto questo amplifica ulteriormente l’identità del significato progettuale.
Esattamente dalla parte opposta un altro spazio a raso, luogo di sosta per 20 veicoli, serve con maggiore specificità e vicinanza l’area del sagrato della Chiesa.
L’itinerario Conoscitivo
Il progetto si è ancorato alla singolarità del luogo, cogliendo la specificità del contesto storico-geografico e architettonico nel quale si è operato.
La fondamentale presenza della Chiesa di Sant’Andrea, opera dell’architetto settecentesco Francesco Maria Preti, è diventata la chiave di lettura (e di partenza) per la nuova piazza, ma anche per l’intera cittadina, con la volontà di fare dialogare quest’ultima con il suo intorno.
Si è operata una sorta di lettura del territorio, attraverso un percorso architettonico colto che individua un itinerario di scoperta virtuale dei luoghi limitrofi che hanno visto l’opera del Preti realizzarsi: Castelfranco, Vallà di Riese, Caselle di Altivole, Salvatronda, Tombolo.
Il racconto scritto sul piano orizzontale della piazza, viene rappresentato e risolto con componenti geometriche semplici, bidimensionali. La piazza non diventa un luogo di eventi segnaletici, ma sottovoce istruisce, racconta, documenta il luogo, la sua gente, la sua terra e la sua cultura.
Dal grande cardo, che identifica e sottende il lato ovest della piazza e diviene simbolo della vita del Preti attraverso l’uso della pietra cinerina da lui spesso usata, partono tracce che si dirigono nella direzione delle località e dei Comuni nei quali l’architetto Preti ha realizzato le sue importanti opere architettoniche: una sorta di fil rouge che racconta l’evento della edificazione del tempio di Sant’Andrea attraverso la cronistoria operativa del suo ideatore. L’identificazione delle fabbriche eseguite dal Preti in ordine cronologico (il Duomo di Santa Maria Assunta a Castelfranco del 1724, la Chiesa di San Giovanni Battista a Vallà di Riese del 1736, la Chiesa parrocchiale di Salvatronda del 1751, la Chiesa di San Michele a Caselle di Altivole del 1757, ed infine la Chiesa di Sant’Andrea a Tombolo del 1767) avviene attraverso l’inserimento di targhe commemorative in ottone lungo l’asse della vita e il proseguimento delle stesse nel piano della piazza con un semplice cambio di direzione nella giacitura della pavimentazione che organizza lo spazio e la tessitura della nuova piazza, tracciando assi, nuove linee di unione e demarcazione che ampliano la piazza di paese verso l’intero territorio. Alla fine di queste tracce sono posti dei segnali luminosi longitudinali composti di barre di vetro traslucido retro – illuminato, tipo U-Glass, larghi 50 cm, che irrompono nella orizzontalità della piazza e si animano di notte in una sorta di accordi luminosi
In un sol luogo l’abitante di Tombolo, il viaggiatore occasionale ed il turista potranno arrivare, attraverso un minimale ma chiaro percorso didattico, alla grande produzione architettonica dell’architetto castellano nei territori contigui..
Elementi Identitari: il Tabernacolo dedicato a S. Vergine Maria e il Monumento ai Caduti
La terza dimensione (la componente verticale) è definita dalla presenza delle due statue che il progetto intende mantenere: memoria della comunità, dai connotati civili (il monumento ai Caduti) e religiosi (il tabernacolo votivo della Madonna). Tali elementi rimangono esattamente nella posizione originaria. È prevista unicamente la sostituzione del podio per ciascuno dei due monumenti, da un lato per rafforzarne il valore all’interno della piazza ritrovata, dall’altro per connetterli alla grande piastra litica con un linguaggio più appropriato. Il basamento per il monumento ai Caduti si riapproprierà della forma iniziale, viene infatti ripulito dalla sovrapposizione successiva dell’eclettico rialzo cementizio. Il nuovo podio per il capitello alla Santa Vergine è una prosecuzione geometrica del muro divisorio tra il recinto del parcheggio e la piazza della Banca, punto di giunzione dell’area più prettamente urbana e commerciale con lo spazio sacro. I due monumenti sono stati considerati non come problemi o limiti del progetto ma invece come valori d’uso, come corrispondenze da ritrovare e leggibili come elementi di cerniera tra luoghi differenti e differentemente connotati.
Materiali locali per la Nuova Piazza: Vernacolarità Contemporanea
Il più con meno: meno segni, niente orpelli, meno distrazioni, più significato, più sensibilità contestuale, insomma un numero preciso, ben chiaro e limitato di elementi per tradurre materialmente le idee. Diversi registri materici raccontati dalle distinte scelte nell’uso della pietra di rivestimento del grande invaso, una sorta di stratificazione di livelli dai significati specifici.
- Per la superficie dello strato a terra: un porfido grigio-argenteo, dalla tessitura scabra per la lavorazione a taglio sega e a spacco, disposto a selciato di cubetti; un campo discontinuo di piccola pezzatura che ricorda l’antica tradizione dei lastricati delle città storiche.
- Questa diventa la base di tutta la piazza sulla quale si adagia, si colloca, la grande piastra levigata in pietra di Prun: secondo layer ed elemento centrale del progetto: un ininterrotto blocco monolitico in pietra chiara disposta in grandi lastre a correre, dai forti connotati monumentali. Una sorta di continuità storica depositata nella monumentalità: quest’ultima non il risultato di masse giganti, di parti fuori scala, imponenti o ridondanti, ma la conseguenza di segni precisi nell’assetto urbano, costituito di linee di forza che compongono un racconto civico.
- Al di sopra di tale organizzazione orizzontale le opere d’arredo, nella loro essenzialità spaziale, riprendono i medesimi materiali identificandoli ulteriormente attraverso l’inserimento di partiture metalliche in ottone che specificano i punti di giunzione o di interruzione tra il mondo orizzontale e quello verticale: per le lunghe panche di pietra, per il podio dei monumenti, per gli ambiti degli alberi. Lastre e fenditure metalliche che con le loro cromie antiche definiscono con decisione il passaggio tra le due dimensioni spaziali.
Il Luogo di Giorno e di Notte: la Forza degli Elementi Ordinatori
Vivere quotidianamente l’atmosfera e la spazialità dell’estensione della nuova piazza di Tombolo, con l’intenzione di praticarla a tutte le ore del giorno e della notte, per ricucire il significato dello spazio urbano, per riconoscerne i confini, per leggerne con chiarezza la struttura.
Se durante il giorno i percorsi cittadini si identificano con chiarezza in rapporto agli esercizi civili, commerciali e religiosi che si prospettano sulla piazza, dall’imbrunire lo spazio si trasforma in un luogo dove l’incontro e il passeggio assumono espressioni diverse. In tale trasformazione la piazza cambia il suo linguaggio, l’artificialità della sua illuminazione identifica distinti elementi cardinali.
La piazza durante la notte vive di luce riflessa.
Si da rilievo, con la luminosità, agli edifici che hanno sotteso il nuovo valore civico e religioso della piazza: attraverso un progetto contemporaneo di illuminazione che si riflette sulle loro facciate per riverberarsi in tutto l’invaso centrale: l’imponente Chiesa, la familiare Scuola Materna, le decorose facciate del Municipio e della Banca, il maestoso Campanile.
Hans Seldmayr, ne La Luce nelle sue manifestazioni artistiche del 1989, ricorda “se se ne volesse descrivere fedelmente l’effetto, bisognerebbe dire: la luce si propaga dalle pareti stesse, le pareti brillano”. La combinazione con le fasce luminose delle tracce a terra, che ricordano il protagonista al quale è dedicata la piazza, tracce che virtualmente conducono lontano, nei paesi limitrofi, completa la messa in scena artistico-simbolica del progetto di illuminazione.
Si ritiene, con il progetto per Tombolo, come l’intervento in una città di piccola dimensione debba indagare con incisività tutti i livelli della composizione architettonica per rispondere ai bisogni primari della comunità. Una riqualificazione dello spazio urbano che ha inteso, attraverso una architettura contemporanea, fondata su riscoperte tracce archetipe, sviluppare una necessità primaria derivata dalla sensibilità per il contesto locale, civile ma soprattutto culturale. La volontà di recuperare e fare conoscere le caratteristiche del territorio, morfologiche (il grande agro centuriato) e artistiche (la fondamentale produzione architettonica di Francesco Maria Preti) intende dare a Tombolo e alla sua comunità una ritrovata identità collettiva.
Dimensionamento dei Parcheggi:
L’area è interessata da molteplici attività commerciali/direzionali che coprono tutto l’arco della giornata, la dotazione urbanistica a parcheggio deve tenere conto dalla particolare condizione di alternanza tra le varie attività e la loro peculiare distribuzione planimetrica che individua a nord della piazza le attività commerciali di maggiore affluenza e a sud le attività di carattere non commerciale che necessitano di un area destinata a parcheggio in momenti significativi nell’arco della settimana.
Nella stima delle attività commerciali si è proceduto a un monitoraggio delle attività in tre fasi della giornata: mattina, pomeriggio, sera allo scopo di verificare l’alternanza degli esercizi aperti e/o funzionanti.
- Simulazione Mattutina: stimati 360 mq sup. pav. di attività coinvolte (Banca,negozio angolo nord, Bar, Edicola)
- Simulazione Pomeridiana: stimati 190 mq sup. pav. di attività coinvolte (Banca, Negozio angolo Nord, Bar, Gelateria, Edicola)
- Simulazione Serale: stimati 580 mq sup. pav. di attività coinvolte (Birreria, Bar, Gelateria, Ristorante, Videoteca)
In ottemperanza art. 16 Comma 1 lett. a) L.R. 15/2004 “Norme di programmazione per l’insediamento attività commerciali nel Veneto”, è stato stimato un fabbisogno a parcheggio nel momento di massima richiesta di 580 mq per le attività commerciali.
Nel progetto viene individuato un parcheggio di 885 mq (spazio di sosta e manovra) a nord, inoltre si individua ai lati della strada d’accesso principale una dotazione di parcheggi a già esistenti.
A questa dotazione deve essere considerata anche la funzione pubblica/religiosa della piazza che interessa momenti particolari nell’arco della giornata per la presenza dell’asilo, e momenti particolari della settimana per le funzioni religiose. Per queste attività il progetto di riqualificazione prevede un parcheggio di 700 mq nell’area a Sud della piazza. Le dotazioni urbanistiche a parcheggio complessive sono quindi pari a 1585 mq.

 

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