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Milano
Concorso Sketching/Playing on walls, Jannelli & Volpi WALLPAPER WonD. 2007
con Matteo Gargallo

Le immagini di sketching on walls ci vengono in aiuto, a ricordo dell’architettura d’interni ideata e schizzata nel Settecento… poi disegnata con tutti i fasti nell’Ottocento… ed infine stilizzata nel Novecento. Un particolare rapporto con la mise en scene e i decori parietali teatrali, tra immaginazione e desiderio, tra realtà e finzione. una relationship sempre tradizionalmente nuova e immaginifica… Perché la carta da parati alla maniera del trompe l’oeil deve essere innanzi tutto finzione…

 

References
i sottili e veloci segni che si fissano sul muro nascono dall’analogia con tanti stimoli estetici: - la leggerezza dei bozzetti decorativi settecenteschi di Robert Adam - i multiformi progetti degli interni eclettici dell’Ottocento - i “quadri d’interni” di Paul Nash degli anni Trenta, le “pareti e finestre arredate” del grande Gio Ponti, i bozzetti teatralmente onirici di Christian Berard e Alexandre Serebriakoff - e ancora i puri riferimenti all’arte contemporanea con la sua concettualità: vedere nel semplice e nudo segno l’amplificazione del significato, come nelle opere di Loris Cecchini e nelle delocazioni di Claudio Parmiggiani.


Memory
sketching on walls conserva nelle sue linee elementari la memoria di elementi familiari ma nello stesso tempo altera la visione, proponendoci un aspetto surreale e paradossale. In special modo quando questi simulacri fissati a muro interagiscono con i reali arredi di una stanza, che siano essi espliciti oggetti di design o convenzionali corredi contract d’albergo.Ne nasce una strana relazione, un gioco: i muri sembra che conservino la memoria di ciò che c’è stato o ciò che sarà. Nello stesso tempo i segni distorcono la parete, la sfondano con i loro accenni di ombre, riaccendendo con enfasi il dibattito contemporaneo sull’idea di pelle di un edificio, di una superficie, di un rivestimento.


Idea
un attualissimo affresco dove tutto ciò che rimane dalla scrematura, riprendendo il concetto di “less is more”, è l’idea del significato. Si tolgono gli orpelli, i fasti barocchi, le volute, anzi si ripropongono variandone il significato, facendoli nascere da uno scherzo, da un gioco…. playing on walls…. Presenze enigmatiche imprigionate nei muri, lasciate o disegnate sulle pareti che vivono un incontro/scontro con ciò che sta loro intorno, anzi dentro.


Play and Dream
in che stile vuoi organizzare la tua stanza d’albergo? una flessibilità che ci porta a giocare con le pareti: noi eterni bambini con il pennarello in mano e il muro bianco davanti, il terrore dei genitori che si ritrovano le stanze “abbellite” dai mondi virtuali dei loro pargoli visionari…. e’ il sogno di ciò che non c’è ma che immaginiamo possa materalizzarsi ad un tratto… entrare in un luogo e iniziare a sognare…. e si sogna in particolare modo quando si è distesi… con sketching on walls anche ad occhi aperi. Il soffitto non è più il cielo bianco della solita camera d’albergo, ma prende vita nelle forme e ancora nella finzione…. Allora la carta da parati anche a soffitto! per renderlo vivo, per farlo diventare il quinto prospetto, come nel Sanderson hotel londinese o nelle stanze del fantasmagorico Puerta America madrileno. Anche i soffitti raccontano una storia.

 

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