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Schio (Vicenza)
Concorso internazionale di progettazione per il disegno degli spazi aperti e per la realizzazione di un nuovo Auditorium e di un Edificio per servizi e biblioteca nel nuovo “Campus dei Licei” a Schio - Vi . 2004
con Filippo Bricolo, Lucio Serpagli

Il così designato "Campus dei Licei" può essere definito come l'esempio tipico di area creciuta disordinatamente e senza gerarche urbane, caratterizzata da edilizia sparsa, incompleta, assolutamente incapace di fare città. Gli edifici scolastici sembrano giacere sul suolo senza però farne parte, come reliquie amnesiche. Le vicine abitazioni, nei loro lotti recintati, raccontano altre storie secondo una sintassi e una eloquenza retorica tipica della città diffusa italiana. Attorno, lembi di paesaggio agricolo rimangono, decontestualizzati, unica memoria di un usuale impiego della comunità.

L'incontro tra tale espansione edilizia urbana e il paesaggio, nei suoi diversi gradi di antropizzazione, si risolve nella reciproca frammentazione dei due elementi con l'emergere d uno spazio ambiguo, privo di una identità percepibile. Frammenti di linguaggi diversi, mescolati in un unico incomprensibile brano.

Il progetto intende opporsi a questa logica di disurbanizzazione, proponendo alcuni elementi forti atti a recuperare spazi e modalità sociali chiaramente definibili. Un manto esteso ed unificante defisce spazi a misura d'uomo, riconcilia un tessuto senza identità, con il proposito di offrire un valore collettivo di alta qualità.

Una struttura urbana di supporto, bassa e continua, costituisce l'intelaiatura, il piano per la nuova organizzazione planimetrica. Su ciò, forme forti destinate a diventare segni duraturi, strutture in grado di assicurare uno sfondo unitario, divengono il motivo comune per questa parte di città. La forza scaturisce dalla riduzione a tre soli elementi che, in una sorta di fuori misura, assumono specifiche valenze simboliche: la piastra unificante, l'edificio multifunzione, che comprende la biblioteca, il grande Auditorium per 1500 spettatori. Idue nuovi volumi architettonici diventano strumenti di controllo, organizzatori di un contesto da riqualificare.

Una delle verifiche alle quali si è teso nel progetto è la percezione corporea del fruitore degli spazi esterni. Si evince la chiara volontà di creare due polarità nuove, concetto ora inesistente nella "frammentata omogeneità" del sito. I due nuovi volumi architettonici delimitano, assieme agli edifici preesistenti, spazi pubblici di varia natura che alternano percorsi a luoghi di sosta e socializzazione. Fenomeni di compressione e dilatazione, oltre a scorci visivi che si inseriscono nel paesaggio circostante, contribuiscono a rendere attraenti gli spazi attraversati dal cittadino.

 

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