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Vicenza – Palazzo Bonagente-Perdon-Sandri (XVI sec.)
Progetto di massima di Restauro conservativo e ristrutturazione degli spazi ad uso residenziale, direzionale, commerciale con sistemazione degli spazi esterni ed individuazione di passaggio pubblico. Committenza privata. 2009-2010

Il progetto riguarda la ridefinizione e ristrutturazione totale degli spazi del Palazzo, sia ad uso residenziale, ad uso direzionale e ad uso commerciale, con risistemazione a verde e a parcheggio degli spazi esterni ed individuazione di passaggio pubblico a piano terra. Il Palazzetto cinquecentesco è collocato a Vicenza nel Centro Storico ed è soggetto a vincolo monumentale diretto secondo la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Verona, Rovigo e Vicenza. Un complessivo riesame distributivo e di destinazione d’uso per la ridefinizione degli spazi interni ed esterni del Palazzo è stato richiesto dalla committenza. Tale variazione comporta una ristrutturazione totale dell’edificio, sia delle facciate che degli interni, una messa a norma dei servizi igienico-sanitari, una adeguata coibentazione, impermeabilizzazione e ventilazione della copertura, una nuova predisposizione di impianti di condizionamento e riscaldamento.

Dall’attuale uso direzionale, le nuove esigenze richiedono una destinazione d’uso diversa, necessitante di una differente distribuzione che comprende:

1. l’ individuazione di un passaggio ad uso pubblico per il collegamento pedonale tra due strade parallele;

2. l’organizzazione di spazi commerciali a piano terra del palazzo;

3. la suddivisione in unità immobiliari distinte, da individuarsi tra commerciale, direzionale e residenziale;

4. il mantenimento ad uso ufficio del piano primo -nobile- del palazzo;

5. l’uso residenziale per il piano sottotetto del palazzo, con entrata indipendente;

6. l’uso residenziale per l’ala Nord interna prospiciente il cortile, con entrata indipendente;

7. la risistemazione a verde del cortile privato interno.


Individuazione di un Passaggio ad uso pubblico
L’individuazione di un passaggio pedonale ad uso pubblico per il collegamento tra Corso sul quale si affaccia il Palazzo e la strada retrostante dove è presente un parcheggio comunale, ha portato a riconfigurare non solo il piano terra del palazzo ma anche gran parte dell’area scoperta posta sul suo retro. Visto il vincolo diretto della Soprintendenza all’edificio il progetto si è posto il limite di operare con le più puntuali e possibili trasformazioni. Il prospetto nel nuovo progetto non presenta alterazioni della facciata monumentale ne modificazione di forometria, avendo individuato, quale ingresso al passaggio pedonale pubblico, il foro porta esistente che corrisponde nelle dimensioni alle normative vigenti. Tale ingresso e il foro finestra alla sua destra vengono liberati dai serramenti ora presenti divenendo un varco sempre accessibile. Da questa entrata ci si immette in una galleria interna, parallela e addossata al muro di confine con la proprietà adiacente, che intercetta il foro finestra del prospetto opposto, affacciato al cortile interno del palazzo. Questa finestra, trasformata in varco pedonale, alterando in tale modo la configurazione forometrica non solo interna del piano terra, ma anche esterna del prospetto sul retro, immette direttamente ad un nuovo percorso esterno a ridosso del muro di confine Sud. All’interno della galleria pedonale, che taglia perpendicolarmente il corpo del palazzetto, si affacciano le vetrine e gli ingressi di due spazi commerciali che hanno, in una porzione del vano cantina sottostante al palazzo, alcuni ambiti deposito raggiungibili con scale interne di propria pertinenza, non accessibili al pubblico. Il piccolo spazio a piano terra, posto nella posizione opposta a queste attività commerciali, rispetto all’entrata principale del palazzo sul Corso, viene riconfermato a destinazione commerciale, con una resa più funzionale del vano. Per aumentare l’attrattiva commerciale e strategica di tali esercizi si è pensato di restaurare ed aprire l’attuale portone d’accesso dell’androne, arretrando di pochi metri però l’effettivo ingresso al palazzo attraverso il posizionamento di cancellata metallica su disegno. In tale modo gli spazi commerciali potranno godere di ulteriori due vetrine visibili al passaggio pedonale sotto i portici di del Corso e avere un buona qualità aeroilluminante interna. La galleria, che taglia l’edificio per uscire sul retro del palazzo, illuminata artificialmente da una lama di luce calpestabile, immette sul percorso esterno delimitato a Sud dal muro di confine esistente in laterizio, restaurato e lasciato a faccia a vista, mentre a Nord da un nuovo muro in cemento bianco o rifinito ad intonaco (tale divisorio è invece rivestito in lastre di pietra, di Vicenza o simile, nella sua parete verso il cortile della proprietà). Questo tratto di marciapiede (illuminato anch’esso da luce laterale calpestabile) confluisce a metà del percorso, oltrepassando un portale di collegamento al muro di confine, in un delimitato slargo necessario al mantenimento di un alto albero decorativo esistente. Tale opportunità aumenta la qualità architettonica del percorso, individuando una sorta di cortile-stanza all’aperto, dalle caratteristiche contemporanee. La maggior parte delle piantumazioni ad alto e medio fusto ora esistenti dovranno, infatti, per l’apertura del passaggio pedonale, essere rimosse. Oltrepassato lo slargo, il percorso si rettifica confluendo all’apertura sul muro confinante con la strada secondaria, incedendo con il posizionamento a terra di lastre in cemento bianco che si collegano a setti verticali in cemento di uguale finitura posti ritmicamente a uguale distanza tra loro di 10 centimetri. Tra i setti vengono posizionati corpi verticali illuminanti, mentre a terra le lastre sono ritmate da sottili fasce di prato.
La suddivisione in Unità Immobiliari distinte
La proprietà è stata suddivisa in unità immobiliari distinte, attraverso una nuova organizzazione di ingressi e percorsi che immettono alle residenze, agli spazi direzionali e agli spazi commerciali.
Vengono lasciati ad uso comune (solo in utilizzo alla residenza e alla destinazione ad uffici) gli spazi esterni, sia il cortile che i posti auto esterni. Ad uso comune rimane il locale macchine ascensore e il sottoscala, con accesso dall’androne principale, dal possibile utilizzo a deposito attrezzature per il giardino. Rimane comune anche una porzione del piano cantina, per tale motivo la scala esterna di collegamento con la quota del giardino rimane invariata. Per il piano primo del palazzetto viene mantenuta l’attuale destinazione d’uso direzionale. Si aumenta il prestigio qualitativo del piano nobile accordando solo a tale superficie l’utilizzo dello scalone principale “d’onore”. La scala non viene toccata, ma solo restaurata. Comune invece sarà il primo androne di accesso per l’utilizzo, anche al piano sottotetto, dell’ascensore esistente. Per questo motivo viene a posizionarsi una porta di accesso blindata scorrevole complanare motorizzata (per contenerne l’invasività nell’androne), appena prima dell’inizio della scalinata monumentale. Il piano nobile viene sostanzialmente mantenuto quale è ora, ristrutturandolo nelle sue richieste più urgenti. La modifica di destinazione d’uso del piano sottotetto del palazzo, da direzionale a residenziale, ha portato effettive trasformazioni. Per avere superfici aeroilluminanti a norma si sono dovuti aprire un numero di lucernari sulle falde di copertura, riorganizzare gli spazi in aree diurne e notturne, con la rispettiva riorganizzazione di servizi igienici e necessaria previsione di colonne di scarico e adeguate ventilazioni delle stesse a confluire mediante canalizzazione fino alla copertura. Si prevede un piccolo soppalco nell’area centrale del piano, da utilizzare a deposito, non abitabile. L’accesso al piano è esclusivo e avviene dal cortile attraverso una porta, ora già esistente e che attualmente fa accedere all’ala Nord. Attraverso questo nuovo ingresso si intercetta una prima nuova scalinata che porta al piano superiore, per riprendere la scala in pietra ora esistente, divenendo quest’ultima l’ultima rampa di accesso al sottotetto. Si ha anche la possibilità di arrivare al piano con l’ascensore esistente, accedendo al primo androne soprelevato di accesso al piano nobile. In tale modo non si aumentano volumetrie esterne impattanti e con ingombri non consoni alla riqualificazione (e ai vincoli) di un edificio storico quale è il Palazzo, rispettando però l’indipendenza tra le unità. L’area Nord affacciata al cortile è occupata da un edificio secondario ma di interessante distribuzione interna ed esterna. Le grandi vetrate in successione che si aprono sull’area verde, la tipologia allungata dell’edificio, la sua autonomia edilizia rispetto al palazzo principale, gli fanno avere singolari qualità di abitazione duplex monofamiliare situata nel verde, raramente riscontrabili nel Centro Storico berico. Per tale motivo viene ad essere modificata la destinazione d’uso: da ufficio a residenza. Si organizza un’entrata indipendente, posta sulla destra della sua facciata principale. I due piani vengono ad essere collegati da una scala lineare interna, l’ingresso e la cucina vengono valorizzati con la loro collocazione in ambienti con copertura a volta di botte. Rimangono mantenute le finestre attuali se non variate nei serramenti.
La Risistemazione a Verde del Cortile privato interno
Il giardino, in mediocre stato di conservazione, viene ad essere riconfigurato, nei materiali, negli spazi verdi, nell’illuminazione e nelle forme. Il necessario riadattamento ad una dimensione più contenuta, dato l’accorpamento di una sua porzione al percorso pedonale pubblico, ha comportato la trasformazione compositiva delle aree esterne. Una parte di esse viene riconvertita a prato, dotato di impianto di irrigazione, sul quale vengono mantenute le piante ora esistenti. Una parte invece viene lastricata in cemento lisciato con inserimenti a cordolo planare in pietra di Vicenza. In ultimo un ampia area viene trasformata in parcheggio a raso, organizzando un paving green verde dotato di irrigazione che può contenere 14 posti auto. L’effetto finale vuole essere di cortile interamente a prato, per rendere ancora più esclusive le viste delle unità abitative e direzionali che vi si affacciano. Il nuovo muro di progetto, che separa il percorso pedonale pubblico dal giardino, viene ad essere trattato con un rivestimento in pietra, di Vicenza o simile, nel primo tratto verso la facciata retrostante del palazzo ed illuminato da faretti posizionati a terra su un letto di ciottoli di fiume; nella sua posizione centrale invece (a confine con il piccolo patio pubblico ricavato per mantenere uno degli alberi esistenti) viene ancora rivestito in pietra diventando la sede per una lama d’acqua che copre tutta la lunghezza e che ricade in un contenuto bacino rettangolare sottostante che la illumina; in ultima, la restante parte del muro, che corre fino al muro di cinta del cortile, è organizzata in una successione regolare di setti di cemento bianco, illuminati da fasce luminose verticali alloggiate nella limitata distanza (10 cm) tra i setti. Altri corpi illuminanti a pali luminosi danno luce al parcheggio sul lato Nord, mentre paletti segnapasso posizionati sul prato seguono il percorso pavimentato per accedere alle porte di entrata delle due unità abitative.

 

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