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Gattatico (Reggio Emilia) – Progetto Allestimento multimediale permanente nella Casa Museo "A. Cervi" a Gattatico (RE). Committenza: Istituto Alcide Cervi. 2010

Lo stretto rapporto che intesse l’Istituto Alcide Cervi con il territorio e il paesaggio, è ormai noto da molto tempo, fin da quando la famiglia Cervi organizzò i suoi ambiti agricoli in modo innovativo e si potrebbe anche dire “eco-sostenibile”.

La stretta vicinanza localizzativa tra il podere dell’Istituto Cervi e il radar meteorologico dell’ARPA-Emilia Romagna per questo assume una rilevanza particolare: potere raccontare visivamente e realmente a scale diverse, ma scambievolmente necessarie, il paesaggio attuale anche attraverso i nuovi e sofisticati strumenti di lettura che nel nostro tempo aiutano l’utilizzo quotidiano del territorio con servizi di ricerca e di sviluppo meteoclimatici, agrometeorologici, radarmeteorologici, idrografici e idrologici e di meteorologia ambientale.

Tutto questo è interessante comprenderlo congiuntamente in due sale specifiche della Casa-Museo, dal progetto qui presentato riadattate per soddisfare le più recenti esigenze divulgative per tali aspetti scientifico ambientali.

La prima sala d’ingresso al nuovo allestimento era originariamente la seconda cucina della casa dei Cervi, una sorta di sviluppo della adiacente cucina vera a propria, un più ampio tinello per accogliere una famiglia sempre in crescita e espansione, non solo nella configurazione parentale ma anche per l’ormai riconosciuta ospitalità verso invitati e amici. La seconda sala, più estesa, era in origine la grande stanza dove Alcide Cervi aveva la consuetudine di accogliere i visitatori e raccogliere i ricordi, gli oggetti, i dipinti e le fotografie della sua famiglia o che venivano a lui donati dagli ospiti.

La prima sala, mantenendo indicativamente il sistema di percorso originario, diventa un’anticamera alla sala multimediale susseguente. Accoglie tuttavia un suo momento divulgativo e didattico specifico: un grande mappamondo centrale luminoso allestito al di sopra di un tavolo interattivo multimediale, per enfatizzare la centralità della stanza e la circolarità del percorso.
Sul tavolo e su una parete della stanza rappresentazioni video con spiegazioni ed immagini raccontano l’evoluzione politica, sociale e geografica dai tempi dei Cervi, anni venti del Novecento, fino più o meno ai giorni nostri, attraverso il confronto delle varie mappe europee e al loro mutamento geografico-politico. Tale moderno supporto luminoso essendo anche strumentalmente organizzato a “lavagna interattiva” dedicata al lascito delle firme, fa interagire il visitatore, che viene invitato a siglare sul tavolo il suo nome: esso appare istantaneamente sulle pareti della stanza e si va ad accumulare su quelle che testimoniano il passaggio già avvenuto nel passato di storici, politici, intellettuali e gente comune.
Un sedimento di nomi, accumulo virtuale e concettuale di firme, proiettato a muro, contiene ogni volta il nuovo autografo che si vede cadere come una foglia staccatasi dall’albero sul deposito delle firme per sparire al loro interno. Un database sul tavolo multimediale archivia le sigle di tutti coloro i quali sottoscrivono, per divenire consultabile ogni qualvolta si desidera.
Un’asta centrale sorregge dal tavolo il globo terrestre che rappresenta esattamente il pianeta all’epoca degli anni venti del Novecento, stesso periodo del mappamondo che Alcide Cervi pose sopra il suo trattore, facendolo inconsapevolmente diventare il simbolo universale della memoria della storia vissuta e accaduta dei Cervi, nonché il logo dell’Istituto che li rappresenta.

La seconda sala, la cosiddetta sala multimediale, oscurata in modo permanente da tende a rullo, è separata dalla precedente da una bussola che contiene gli apparecchi audio-video. Lo spettatore è accolto per pochi minuti da una ricostruzione virtuale proiettata sulle pareti di quella che era l’originaria sala-museo al tempo di Alcide, attraverso virtualizzazioni e foto d’epoca che ritraggono il padrone di casa con ospiti e amici. Dopo questa breve introduzione storica, per meglio comprendere il valore intrinseco di questa sala della Casa, ecco che si mette in scena il racconto del lavoro di monitoraggio ambientale che conduce Arpa nell’esteso territorio emiliano-romagnolo. La sala multimediale diventa un panorama a 360° di immagini, video, suoni e parole per documentare in modo suggestivo ed “extra-large” i paesaggi della bassa reggiana e la prevenzione dell’ambiente dell´Emilia-Romagna. Viene illustrata la storia del radar meteorologico limitrofo al podere Cervi, per capirne l’importanza e il valore per la collettività e per meglio comprenderlo nelle sue potenzialità operative e non solo nelle caratteristiche dimensionali a tutti visibili nel paesaggio. A questo racconto, molti altri possono avvicendarsi, esposti in un campo visivo di elevata estensione per essere coinvolti in intense emozionalità.

 

 

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