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Gattatico (Reggio Emilia) – Bar Ristoro Istituto Alcide Cervi Biblioteca Emilio Sereni
Progetto di opere interne del Bar-ristoro all’interno della Biblioteca Emilio Sereni. Committenza: Istituto Alcide Cervi. 2009

Il progetto ha inteso riorganizzare con pochi tratti architettonici incisivi lo spazio esistente del bar ristoro collocato a piano terra dell’edificio che ospita la Biblioteca-Archivio Emilio Sereni.

Questi gli elementi della composizione:
- utilizzo di materiali naturali ed ecocompatibili;
- caratterizzazione dello spazio attraverso colori caldi, naturali, per celebrare i toni della terra, della natura, dei raccolti;
- allestimento di ambiti per un utilizzo specifico in interno ed esterno;
- sistemazione dell’illuminazione generale;
- miglioramento acustico della sala.
Nella necessaria valutazione dell’economicità del progetto, elemento determinante nella sistemazione dello spazio, si è cercato di dare forza ad alcune caratteristiche che possano richiamare dal punto di vista simbolico, materico e cromatico, l’ambiente paesaggistico e rurale circostante.
Arredi Esistenti: Si è cercato di mantenere le attrezzature e gli arredi esistenti, dando loro un nuovo e più nitido appeal. Le sedie in alluminio sono rivestite in tessuto per aumentarne il comfort. Sul tessuto dello schienale (Trevira classe 1) la frase stampata “Dopo un raccolto - Ne viene un altro Alcide Cervi”, quasi ad essere speranza e augurio per gli avventori.

L’esistente bancone-bar viene mantenuto rivestendone tutti i lati con un collage stampato di svariate fotografie in monocromia anticata che rappresentano coloro che sono transitati nel passato e di recente per Casa Cervi.
Le colonne della sala vengono ad essere evidenziate attraverso la pittura in colore arancio antico come la parete di fondo e con il posizionamento di fasce stampate con una raccolta in successione di altre fotografie degli “amici dei Cervi”. La parete nord della sala (la parete di accesso interno alla biblioteca) viene sistemata con una nuova colorazione a smalto opaco in toni caldi. Su di essa incisive frasi del papà Cervi vogliono collegare la storia e la tradizione dei figli Cervi ai libri e alla cultura. Queste frasi dipinte nei toni del bronzo vengono ad essere sottolineate nelle parole più rilevanti dall’utilizzo di lettere in legno che producono marcati giochi d’ombre sulla parete. Le frasi scelte sono:

ALDO AVEVA DETTO ALLA MADRE:
GIUDICHERETE DALLE OPERE MIE, PIÙ CHE DALLE PAROLE.
E AI FRATELLI: STUDIATE SE VOLETE CAPIRE LA NUOVA IDEA.
COSÌ ALLA SERA I FIGLI LEGGEVANO I LIBRI, E LE DONNE RECLAMAVANO:
MA NON DITE MAI UNA PAROLA?E LORO SI SCOTEVANO E – COME HAI DETTO? – CHIEDEVANO. MA NEMMENO ASPETTAVANO LA RISPOSTA CHE GIÀ RISTAVANO IN LETTURA. POI, QUANDO AVEVANO TROVATO QUALCHE SISTEMA NUOVO,
ANDAVANO NEI CAMPI A FARE LA PROVA.
Alcide Cervi

OTTANT’ANNI,
E IL CIELO NON SI È ANCORA TUTTO SCHIARITO. TORNA IL MILITARE PER I NIPOTI,
E MARIA, LA FIGLIA DI ANTENORE, VA SEMPRE A FARE CONFERENZE CONTRO LA GUERRA E IL FASCISMO, COME FACEVA ALDO.
MA ADESSO SONO MILIONI DI PERSONE CHE CI ASCOLTANO, CHE SANNO DEI SETTE FIGLI MIEI, E SI AVVICINA IL GIORNO, COME DICEVA ALDO,
CHE IL DESTINO DI MORIRE SARÀ SCIOLTO E L’UMANITÀ PENSERÀ SOLO A VIVERE,
A MIGLIORARE I CAMPI, A FABBRICARE TRATTORI, A STUDIARE IL MONDO,
COME VOLEVANO I FIGLI MIEI.
Alcide Cervi

In Esterno: Una semplice rete con funi, cavi e tiranti in acciaio inossidabile si imposta appena sopra l’altezza delle porte finestre del bar-ristoro sul patio frontale della biblioteca. Su tale struttura rimovibile si dispongono dei velari di tessuto tecnico per esterni, quasi fossero delle familiari lenzuola di casa. Questo accorgimento è stato pensato per organizzare un plateatico esterno, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi che permetta di stare seduti all’aperto, sotto l’alto porticato, per avere ombra e frescura. Tali vele esterne diventano anche segni indicatori che individuano meglio l’ingresso del bar, attualmente anonimo e non evidenziato. Si ritiene che il bar non necessiti di essere segnalato con invasive scritte visibili da lontano (se non con mirati piccoli pannelli disposti nel podere), ma che un segnale “antico” di patio coperto con un tendaggio possa bastare. Al di sotto la collocazione di panche e tavoli in legno massiccio dalle forme semplici ma contemporanee vuole completare la sistemazione dell’area ristoro, contribuendo ad organizzare segni essenziali, con materiali e colori naturali.

 

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