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Venezia
Concorso internazionale di idee per 4 interventi nell'area dell'Arsenale di Venezia: riqualificazione ad uso pubblico e direzionale di "Tesa 105".
con Federico Frison, Daniele Franceschin, Angelo Bertolazzi, Giorgia Chinellato. 2006

LUOGHI DELLA CITTÀ NELL’ALTRA CITTÀ DELL’ARSENALE
Je prends Venise a témoin. I tracciati urbani, le traiettorie visive, le connessioni spaziali, i margini degli assetti planimetrici, la sequenza dei pieni e dei vuoti, l’incidenza e la qualità della luce; svariati elementi della Venezia minore entrano nell’Arsenale attraverso la proposta progettuale, valicando il muro di cinta e collegando i due specifici ambiti urbani, attraverso corrispondenze tra spazio fisico ed elementi morfologici.
Il progetto mutua la sua essenza dal centro storico veneziano e la città, o meglio le due città, Venezia e l’Arsenale, l’altra città, continuano in un rapporto di reciproco scambio ritmato nell’impianto spaziale da pieni e vuoti, secondo la sistematica giustapposizione di calli, campielli e corti, e dal contrasto tra elementi naturali ed artificiali dell’ambito acqueo del cantiere arsenalizio.
Tutto questo non indica cosmesi superficiale, ma cerca un giusto equilibrio con le preesistenze (la teza, di cui si cerca di preservare l’individualità e la visibilità), con lo spazio (l’introflesso Arsenale) e con le sensazioni trasmesse dalla città che diventano riferimenti densi di memoria per l’architettura contemporanea da costruire.
Il progetto per il riuso della “tesa 105” all’interno del complesso dell’Arsenale, ha tre obiettivi principali:


- la valorizzazione dello spazio preesistente della tesa mantenuto sempre leggibile attraverso una serie di viste poste in sequenza, che restituiscono l’unità dello spazio interno, evitando che la nuova costruzione si appoggi fisicamente all’esistente.


- la conservazione dell’aspetto esterno, mantenendo anche le molteplici superfetazioni che nel corso del secolo scorso si sono stratificate sull’involucro.


- la costituzione di un sistema autonomo che permette il funzionamento della struttura e dei suoi ambiti, offrendo ruoli specifici ma complementari a tutti gli elementi contemporanei richiesti dalla nuova destinazione d’uso.

Tale sistema è stato concepito come tecnicamente removibile, ma architettonicamente definito.
Il punto di partenza del progetto è stato il ripensamento dei percorsi occorrenti a mettere in comunicazione l’accesso da nord (dalla fermata Bacini) e la camminata proveniente dalla Celestia, lungo il muro dell’Arsenale, con la Darsena Novissima e il nuovo complesso dell’Arsenale Nord. Tali percorsi trovano ora il loro momento di incontro all’interno della tesa, diventata quindi un luogo di passaggio e di relazione tra l’interno (l’Arsenale) e l’esterno (la città).


Gli Elementi fissi e generatori

Questo proposito ha individuato alcuni elementi specifici del progetto:
- l’accesso da nord avviene senza demolire, nemmeno parzialmente, il muro di recinzione, al quale viene riconosciuto il ruolo fondamentale di limite/protezione dell’ambito dell’Arsenale: l’ingresso avviene attraverso un sistema di risalita che utilizza il piccolo fabbricato esistente, addossato sul fronte nord, riproponendo i caratteri propri degli edifici per il lavoro (luce zenitale e apertura laterali e continue).
- l’utilizzo, per la composizione, di una griglia ortogonale (80×40 cm) sfalsata rispetto a quella della tesa, tale da fare percepire con varietà l’incontro spaziale e visivo tra antico e contemporaneo. In questo modo si perviene ad una modularità regolatrice degli ambiti del progetto che si inseriscono nelle tesa.
- i percorsi dei visitatori e dei dipendenti sono differenziati, volutamente tenuti separati, diversamente per i collegamenti, trasversale sull’asse est-ovest, reso praticabile dallo stamponamento degli archi ogivali, e longitudinale sull’asse nord-sud, che si incontrano da piani diversi in punti specifici, come spesso avviene a Venezia, dove i differenti tipi di circolazione si incontrano e si scambiano sui ponti.
- il mantenimento all’interno della tesa verso il fronte sud di uno spazio completamente libero a tutta altezza, un foyer che, attraverso il rapporto visivo che stabilisce con la Darsena Novissima, diventa uno spazio pubblico di forte relazione per tutti gli utenti del complesso; funzione che è accentuata dalla presenza del bar collocato su una pedana lignea.
- la scelta di inserire gli uffici, gli ambienti sussidiari e i servizi in due volumi primari (tali spazi soddisfano tutte le necessità richieste per accogliere uffici di diverse società), collegati tra loro e con la tesa da un sistema di passaggi, generatore di uno spazio urbano con affinità veneziane. Analoghe sensazioni trasmesse dai contrasti di luce (grigliati, tagli di luce), da tratti locali (calle, corte, portego) opportunamente rilette in modo contemporaneo per essere consoni alle funzioni richieste dal bando; capaci di catalizzare attorno a sè le nuove funzioni e i percorsi.
- L’impiego di materiali (legno di larice, intonaco bianco, acciaio) tradizionali nelle percezioni, ma attuali nell’utilizzo e nella tecnologia di progetto.


Le Parti Compositive del Progetto
“La città di Venezia è là, e io l’ho seguita. Non ho proprio inventato niente [...]. Io ho riportato il modo di camminare a Venezia – calli, campielli, ponti … tutto questo modo di andare, il tempo delle percorrenze l’ho portato dentro[...] L’esito esterno è una conseguenza.” Le Corbusier
- LA CALLE: collega il fronte nord al fronte sud e con la sua dimensione spaziale limitata e “angusta” prepara sensorialmente il visitatore al contrasto del grande vuoto del foyer.
- LA CORTE INTERNA: è lo spazio tipico veneziano, il ritrovo di percorsi e persone. Nel progetto questo è il luogo in cui si incontrano i visitatori che provengono da nord, il luogo dove si mostrano gli ambienti pubblici del piano terra e su cui si affacciano gli uffici ai piani superiori, illuminati dalla luce zenitale dei lucernari della tesa.
- IL PORTEGO: costituisce l’elemento in cui ha luogo il passaggio di scala caratteristico della città, quella peculiare variazione tra spazi aperti e spazi chiusi.
Tutti questi elementi costituiscono un insolito spazio tra le cose (ma assolutamente tipico nella città storica veneziana) che consente di organizzare all’interno della tesa i percorsi di collegamento tra le diverse attività e i luoghi in cui si svolgeranno. Nella loro organizzazione si è cercato di leggere in chiave contemporanea il sistema urbano di Venezia, mantenendone la scala umana, ma soprattutto la sua specificità spaziale.
“Si può costruire una nuova Venezia lavorando i bordi, i margini compromessi e sfrangiati, dove non si è vincolati che dall’immagine complessiva di Venezia.” M. Tafuri


Materiali e Sistemi Costruttivi
Il progetto architettonico si sviluppa seguendo i concetti di reversibilità e sostenibilità. Il primo è ottenuto attraverso l’utilizzo di sistemi a secco che garantiscono anche una veloce esecuzione dell’opera, il secondo attraverso la gestione dei flussi d’aria e l’utilizzo di impianti che permettano il risparmio energetico.
La struttura è costituita da travi e pilastri in acciaio, modulati in pianta secondo la griglia del progetto, e permette la leggibilità dell’impianto esistente al piano terra. Per le partizioni verticali, il sistema dei solai, le pavimentazioni e i controsoffitti sono stati studiati specifici pacchetti coibentati con materiali di finitura che modulano lo spazio: listoni di legno di rovere per la pavimentazione degli ambienti di lavoro, dell’aula conferenze, e del bar; intonachino gessato rasato bianco per le pareti in cartongesso; resina per il piano terra dello spazio pubblico della tesa, e per le superfici dei servizi igienici; rivestimenti in legno di rovere a pannelli, a doghe verticali e a listelli per marcare alcuni elementi costitutivi del progetto, la grande parete che da sul foyer, l’ambiente pubblico del bar e il corridoio che da sulla corte interna.
Gli ambienti di lavoro ai piani superiori sono progettati per garantire il controllo della qualità ambientale e un adeguato apporto di illuminazione degli spazi. Il passaggio e la collocazione degli impianti di condizionamento avviene nella parete tecnica inserita all’interno delle armadiature, mentre per garantire un corretto ricambio d’aria, si sono previsti dei sistemi grigliati alla base dei serramenti che permettono la fuoriuscita dell’aria viziata.
Impianti elettrici e speciali. La scelta di tutti i corpi illuminanti e il loro dimensionamento studiato in base alle diverse aperture trasparenti e in relazione alle caratteristiche dei materiali di chiusura, alle riflessioni delle pareti e dei piani orizzontali , è indirizzato a far percepire ovunque agli utenti un ambiente confortevole ed adatto quindi alla destinazione d’uso prevista.
L’altro obiettivo prioritario grazie all’impiego preminente di tubi fluorescenti d’ultima generazione (T5), l’impiego di reattori elettronici digitali e dimmerabili è quello di contenere al massimo i consumi energetici ottimizzando con il sistema di supervisione i livelli di illuminamento in base al contributo della luce naturale ed alla presenza di utenti nei locali.
L’illuminamento medio complessivo sarà conforme ai requisiti richiesti dalla norma EN 12464, “illuminazione artificiale d’interni” e in particolare:
- corridoi, aree comuni e servizi igienici: circa 200 Lux;
- uffici, sale polifunzionali per riunioni e conferenze: circa 500 Lux nell’area di lavoro (task area, corrispondente alla superficie di scrivania) e 300 Lux in quella zona circostante (>=0,5 m)
L’illuminazione degli spazi comuni della Tesa è garantito da un sistema di lampade a sospensione appese alle capriate metalliche esistenti e da un’installazione di punti luce a terra incassati nella fascia di rispetto del colonnato in ghiaione che cinge i muri longitudinali della fabbrica.
Negli Uffici e nelle sale polifunzionali per riunioni ai livelli superiori sono stati scelti apparecchi di illuminazione con tecnologia darklight, avendo cura di posizionarli in modo da evitare riflessioni disturbanti soddisfando così esigenze di comfort e di prestazione visiva.
Nei corridoi, nelle aree comuni e nelle scale sono installati principalmente corpi illuminanti da incasso (uplights) equipaggiati con tubi fluorescenti ad elevati rendimento e resa cromatica con tonalità di luce “calda” (<= 3000°K), completi di reattori elettronici ed ottiche variabili (bassa luminanza, asimmetriche ed a luce “morbida”).
In tutti i servizi igienici sono installati corpi illuminanti da soffitto e da parete equipaggiati con tubi fluorescenti compatti ad elevati rendimento e resa cromatica, completi di reattori elettronici e con adeguate caratteristiche tecniche.
La disposizione dei corpi illuminanti di emergenza, oltre che a garantire un illuminamento di sicurezza di 5 Lux lungo le vie di fuga, garantisce un illuminamento di riserva di 5 Lux negli uffici, nei locali riunioni e nei servizi igienici e un illuminamento di riserva di almeno 2 Lux nella Teza.
In apposito locale tecnico al primo piano è realizzato il punto di interfacciamento con la rete fonia-dati ed è predisposta l’installazione di una postazione informatica (server di gestione della rete, centralino, modem per linee ISDN/ADSL e simili).
Impianti per il benessere e il controllo della qualità ambientale. Il progetto degli impianti meccanici, in particolare quelli per il benessere e il controllo della qualità ambientale, è stato redatto in collaborazione e coordinamento con quello architettonico.
L’impianto di aria primaria è gestito da una centrale trattamento aria con recuperatore di calore da installare nel volume ricavato dallo svuotamento del corpo di fabbrica esterno. Dalla CTA parte un complesso di canali zincati circolari e coibentati adeguatamente, che immettono aria primaria e recuperano l’ aria viziata dell’edificio. Il trattamento dell’ acqua da immettere nelle batterie CTA, avviene tramite gruppo frigo a più gradini, e versione pompa di calore. I canali di mandata e ripresa accederanno all’ edificio passando sotto le passerelle di accesso e distribuiranno l’aria all’interno dell’edificio dalla parte alta; i canali di mandata avranno delle derivazioni verticali sino l’ingresso dei diversi locali dove l’aria verrà distribuita tramite bocchette in alluminio, mentre il canale di ripresa si dividerà in 5 derivazioni verticali forate su tutta la lunghezza sino a raggiungere il pavimento per recuperare l’aria viziata che giunge dai diversi locali transitando da apposite griglie posizionate nelle pareti degli ambienti di lavoro.
La gestione dell’aria per un risparmio energetico avverrà con un sistema tipo Inverter che parzializza la portata dell’ aria e i conseguenti consumi a seconda delle zone utilizzate.
L’impianto di climatizzazione tipo VRV ad espansione diretta in pompa di calore, con gruppo frigo, è installato anch’esso nel corpo di fabbrica esterno. La distribuzione alle unità interne sarà in rame coibentato e accederà all’edificio passando sotto la passerella esterna. Le unità interne circa 15 saranno del tipo incasso e canalizzabili posizionate all’ interno di vani tecnici adeguati, armadi e controsoffitti; la distribuzione dell’aria e la ripresa avverranno con canali zincati rettangolari coibentati e griglie in alluminio doppio filare.
La gestione delle zone lavorative e relative unità interne avviene tramite un pannello di comando collegato alle diverse macchine interne e comunica all’unità esterna i dati relativi alle unità in funzione e al loro stato di funzionamento. L’unità esterna lavora su un sistema inverter che modula il suo assorbimento elettrico a seconda delle unità in funzione che si accendono, questo naturalmente permette un risparmio energetico considerevole.

 

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